il presepe in sardegna

Il Presepe in Sardegna: tradizione, cultura e identità dell’isola

Il presepe in Sardegna, chiamato in sardo Nascimentu (Natività), rappresenta una delle tradizioni natalizie più sentite e radicate nel territorio. Non è solo una rappresentazione della Natività, ma un racconto corale che unisce fede, storia locale e identità culturale. Dai grandi centri urbani ai piccoli paesi, ogni comunità sarda interpreta il presepe secondo le proprie tradizioni.

 

 

Le origini del Presepe: da San Francesco alla tradizione popolare

La parola Presepio deriva dal latino Praesaepe che significa mangiatoia. Questa tradizione nasce nel 1223 nelle colline umbre di Greccio, quando San Francesco d’Assisi realizzò la prima rappresentazione della Natività con persone e animali reali. L’obiettivo era rendere il messaggio cristiano accessibile a tutti, attraverso immagini semplici e comprensibili. Da allora il presepe si diffuse in tutta Italia e in Europa, adattandosi nei secoli ai diversi contesti culturali e geografici. I francescani arrivarono nell’isola nel XIII secolo, intorno al 1220, prima nel colle di Bonaria a Cagliari, poi a Luogosanto nel sassarese, Laconi e Gesturi. È però con l’arrivo dei Cappuccini – tra XVII e XVII secolo – che la tradizione del Presepe si è integrata in Sardegna, fino a diventare parte integrante delle tradizioni natalizie in Sardegna.

 

 

Il Presepe in Sardegna: un racconto legato al territorio

il presepe in sardegnaIn Sardegna il Presepe ha assunto caratteristiche proprie. Le ambientazioni riproducono campagne, paesi, nuraghi, ovili e paesaggi minerari, mentre i personaggi indossano spesso abiti tradizionali sardi.
Il presepe diventa così una narrazione visiva della vita rurale che si viveva un tempo nell’Isola, in cui la Natività si inserisce armoniosamente nel contesto locale.

 

Un tempo la sua realizzazione era più complessa: si dovevano realizzare le statuine in terracotta, andare nei boschi a raccogliere il muschio (oggi e’ vietato perché, se raccolto in grandi quantità, danneggia l’ecosistema ambientale) e il sughero per la capanna, conservare la carta del pane per creare le montagne, o la carta stagnola per ricreare l’effetto dell’acqua dei fiumi. Oggi molta di questa creatività è andata perduta perché si compra tutto l’occorrente nei negozi ma, la sua preparazione, continua ad essere un momento speciale per le famiglie sarde.

 

 

 

I presepi più rappresentativi della Sardegna

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Presepe Grotta di San Giovanni, Domusnovas.

Quest’anno tra i presepi da vedere assolutamente c’è sicuramente quello della tradizione asseminese all’Orto Botanico di Cagliari, un allestimento che valorizza la natura e gli spazi storici del giardino, offrendo un percorso suggestivo nel cuore della città.

Sempre a Cagliari non si può perdere lo storico presepe meccanico di Fra Ignazio, allestito dal 1948, presso il convento dei Cappuccini, è un simbolo di spiritualità e accoglienza, ispirato ai valori francescani di semplicità e solidarietà.

 

Quest’anno anche all’Isola dei Ciuchini di Uta è andato in scena il presepe vivente in lingua sarda, in collaborazione con il gruppo folk S. Giusta. Ambientato in un contesto rurale autentico e arricchito dalla presenza di animali, antichi mestieri e i componenti del gruppo folk in costume sardo.

Nel nord dell’Isola, in Gallura, spicca la Notte de Chelu a Berchidda, il paese dei Presepi, apprezzato per la cura dei dettagli e per la rappresentazione fedele della vita pastorale. Vengono allestiti otto presepi artigianali, uno per ogni rione. La manifestazione si è conclusa ma i Presepi si possono ancora vedere per tutto il periodo natalizio.

Altri esempi significativi:

  • Bosa, concorso dei Presepi allestiti nel centro storico del paese;
  • Portoscuso, percorso di presepi realizzati in diversi stili;
  • Grotta di San Giovanni a Domusnovas, magico presepe in un ambiente suggestivo.
  • Saline Conti Vecchi, si può vedere uno dei Presepi dell’artista Maria Lai, della collezione dell’Archivio e Fondazione Maria Lai.

 

 

I presepi di Assemini tra tradizione, comunità e creatività

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Presepe alla Casa dei Centenari, Assemini.

Anche ad Assemini la tradizione del Presepe è particolarmente viva. Oltre a quelli allestiti all’interno delle chiese di San Pietro, Santa Lucia e della Beata Vergine del Carmine ce ne sono altri, realizzati dai cittadini asseminesi, che meritano una visita perché davvero molto belli.

Quest’anno tra la Piazza San Pietro e la Casa dei Centenari è andato in scena anche il presepe vivente dove i protagonisti sono stati i ragazzi della parrocchia.

Uno dei più significativi è il presepe della Casa dei Centenari, storica abitazione campidanese nel centro di Assemini. Inserito in un contesto autentico, tra arredi d’epoca e ambienti originali, il presepe racconta la vita rurale sarda attraverso scene dettagliate, trasformando la visita in un’esperienza immersiva nella memoria del territorio.

Da diversi anni è molto apprezzato anche il presepe di Bruno Atzeni, allestito nella vetrina del suo laboratorio in via Carmine ad Assemini. Ogni anno propone una scenografia ricca di luci, movimento e personaggi, visibile direttamente dalla strada. Questo presepe è diventato un punto di riferimento del Natale asseminese, capace di attirare famiglie, appassionati e curiosi.

 

 

Presepi del passato in Sardegna

Tra i Presepi del passato che mi hanno particolarmente colpito e che voglio ricordare c’è quello della Cattedrale di Santa Giusta del 2001. È un anno che ricorderemo tutti per l’attentato alle Torri Gemelle di New York, scena che è stata rappresentata nel Presepe per onorare la memoria delle vittime dell’attentato, integrando l’iconografia tradizionale con un simbolo della modernità e del trauma recente. L’idea si lega ai Presepi napoletani che includono personaggi e vicende contemporanee, unendo sacro e profano in modo unico e toccante.

Da ricordare anche il presepe artistico di Oristano, allestito nel 2022 al Museo Diocesano Arborense, che ha proposto una diversa lettura della Natività all’interno di uno dei principali poli culturali della città. Diversi artisti, tra cui Federico Coni, Nicola Filia, Salvatore Garau, Lenci, Essevi, Emilia Palomba, Franco Scassellati, Angelo Sciannella, Giuseppe Silecchia, Eugenio Tavolara e Gavino Tilocca, hanno realizzato i personaggi di questo bellissimo presepe, in legno e ceramica. (Vedi foto di copertina).

 

il presepe in sardegna
Presepe “Il signore delle Panade”, Assemini.

Tra i Presepi che mi hanno incuriosito e divertito invece ci sono quelli del mio compaesano Matteo Siddu che, qualche anno fa, ha scelto di realizzarli mettendo al centro Assemini. La prima volta aveva realizzato il tema “Il signore delle Panade”, con riferimento al piatto tipico asseminese. L’anno successivo ci ha stupiti con il presepe di “Assemini il paese delle rotonde“, per via delle ultime rotonde che erano state realizzate in centro e delle polemiche avevano scaturito.

 

 

 

Un patrimonio culturale e turistico

Il presepe in Sardegna rappresenta oggi anche una risorsa culturale e turistica. Le iniziative locali favoriscono la partecipazione attiva delle comunità, la trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni e la valorizzazione dei territori, soprattutto durante il periodo natalizio. In Sardegna questa tradizione continua a essere un ponte tra passato e presente. Ogni allestimento racconta una storia diversa, ma tutte parlano di identità e condivisione. Visitare i presepi dell’Isola significa riscoprire il Natale come esperienza culturale oltre che spirituale, profondamente legata ai luoghi e alle persone.

Un commento

  • Francesco Cau Podda

    🌟 Nascimentu sardu 🌟

    Tra nuraghi e campagne silenziose,
    nasce il presepe, canto di voci antiche.
    Non solo la grotta, non solo la stella,
    ma la vita di un popolo che si racconta.

    Il muschio raccolto, il sughero scolpito,
    gli abiti sardi vestono i pastori,
    e la Natività si fa compagna
    delle storie tramandate nei villaggi.

    Ogni paese aggiunge un segno,
    una rotonda, un pane, un ricordo,
    così la fede si intreccia al quotidiano
    e il sacro abbraccia il profano con amore.

    Il presepe diventa ponte di memoria,
    tra passato e presente, tra cielo e terra.
    Chi lo guarda non vede solo Betlemme,
    ma la Sardegna che respira e si rinnova.
    Francesco Cau Podda

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