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Oristano: cosa vedere

Da Assemini a Oristano: due città di antica tradizione della ceramica

Cosa si può vedere e fare a Oristano? Se mi segui da un po’ saprai sicuramente che le mie escursioni partono sempre dalla mia città, Assemini. Ma possono essere uno spunto anche per chi parte da un’altra città o paese sardo.

 

Da Assemini a Oristano, due città molto diverse ma che hanno in comune l’antica tradizione della ceramica tanto da ricevere il riconoscimento ufficiale con il marchio DOC. Oristano dista da Assemini 88 km, percorribili in un’ora di viaggio in auto oppure in treno. Dal sito di Trenitalia ho visto che a seconda dell’orario in cui si vuole partire il tempo di percorrenza varia da un minimo di 1h 11minuti ad un massimo di 2 ore. Cosa si può vedere e fare a Oristano? Prima di iniziare voglio raccontarti un po’ la storia di questa città.

 

La storia di Oristano

Oristano ha una storia antica e molto importante alle spalle, la sua nascita deriva dall’abbandono di Tharros, fiorente città sulla costa, vittima delle incursioni dei saraceni. La città venne ricostruita nel 1070 d.C. in una parte più interna rispetto alla costa e più protetta, utilizzando presumibilmente le pietre di Tharros. Intorno all’anno 1000 la dominazione bizantina nell’isola era ormai alla fine e proprio in questo periodo nascono i Giudicati sardi, tra cui quello di Arborea.

 

Inizialmente il Giuducato di Arborea non rivestiva molta importanza ma in seguito alla sconfitta di Calari, avvenuta nel 1257, riuscì ad accrescere il suo potere e i suoi confini. Nel 1259 cadde anche il Giudicato del Logudoro e Mariano II riuscì, grazie alle sue abilità, a controllare buona parte della Sardegna. Tutto ciò durò ben poco perchè in seguito alla sua morte Papa Bonifavio VIII formò il Regno di Sardegna e Corsica, dando il via libera al Regno di Aragona di conquistare le due isole.

 

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Statua di Eleonora d’Arborea

Ugone II salì al trono come Re d’Arborea e strinse un’alleanza con il Regno d’Aragona che si tramutò in una totale sottomissione. Con la salita al trono di Mariano IV le cose cambiarono notevolmente, sconfisse gli aragonesi e ne seguì un periodo di grande splendore. Morì nel 1375 e sua figlia, la grande Eleonora d’Arborea, si proclamò Giudicessa. Si sposò successivamente con Brancaleone Doria, il quale sconfisse gli spagnoli permettendole così di amministrare il Regno.

 

 

Nel 1392 Eleonora d’Arborea emanò la “Carta de Logu”, importantissime leggi di diritto penale, civile e processuale restate in vigore per tutto il periodo di dominazione spagnola. Morì nel 1403 e dopo di lei nessun altro regnante riuscì a portare avanti il suo operato, mettendo fine alla storia dei Giudicati.

 

 

Cosa vedere a Oristano: installazioni ceramiche

Sono stata a Oristano tante volte ma il periodo che preferisco è sicuramente quello prima di Natale. Quest’anno ho potuto passeggiare nelle vie del centro ammirando le bellissime installazioni ceramiche, un valore aggiunto a questa bella città. Ne troverai 10, ognuna riporta il nome dell’artista che le ha realizzate, posizionate nel centro storico e nei giardini pubblici di piazza Roma e piazza Eleonora.

 

Oltre a queste piattaforme troverai, lungo Corso Umberto, 70 brocche colorate, ancorate a delle aste sospese poggianti su un intelaiatura. L’idea, proposta dall’architetto Zecchin, ha lo scopo di invitare le persone a cambiare prospettiva, volgendo lo sguardo verso il cielo e le nuvole. In questo modo è più facile scorgere particolari architettonici e artistici che altrimenti non si noterebbero. Io le ho amate subito, meritano sicuramente una visita in questa bella città ma oltre questo c’è molto di più.

 

 

Cosa vedere a Oristano: Cattedrale di Santa Maria Assunta

Durante la tua visita a Oristano non puoi assolutamente perderti la visita alla cattedrale di Santa Maria Assunta, è situata in pieno centro storico ed è la più grande cattedrale della Sardegna. Dall’esterno si ha la percezione di uno stile sobrio ma entrando nella cattedrale verrai spiazzato completamente della sua bellezza. Diversi stili tra cui il barocco, che adoro, lo stile neoclassico e quello contemporaneo sono uniti perfettamente in un insieme incredibile!

 

 

Storia della Cattedrale di Santa Maria Assunta

Questa bellissima cattedrale sorge su una struttura paleobizantina, durante i lavori di restauro degli anni Ottanta sono stati ritrovati nel sagrato i resti di cinque sepolture del VI-VII secolo. Fu costruita tra XI e XII secolo in stile romanico ma nel 1700 fu demolita quasi del tutto e dell’impianto originario rimane ben poco.

 

L’impianto romanico aveva sicuramente una pianta trinavata, nel XIV secolo fu aggiunto il transetto con due cappelle per lato che affiancavano il presbiterio. Nel 1729 le vecchie strutture romaniche e gotiche vennero distrutte per ristrutturare la chiesa, ormai in pessime condizioni.

 

Venne recuperata la piccola cappella presbiteriale realizzata tra il 1622-1626 (Archivietto), a pianta quadrata e voltata a cupola emisferica. Riveste una particolare importanza dal punto di vista architettonico, è infatti un bellissimo esempio del secondo Plateresco. Questo stile architettonico è molto ornato e imita i lavori di argenteria (plata, in spagnolo, da cui prende il nome). In questo particolarissimo stile, Classicismo italiano e tradizione gotica convivono in un insieme armonico.

 

In seguito ai lavori di ristrutturazione la cattedrale ebbe una pianta a croce latina. L’unica navata è voltata a botte ed è caratterizzata da tre cappelle per lato. Il transetto è sormontato da un tamburo ottagonale (nei pennacchi sono raffigurati i quattro Evangelisti) che sorregge la bellissima cupola. Il presbiterio è rialzato, si accede tramite degli scalini marmorei decorati alla base da leoni e chiuso da una balaustra.

 

 

Opere d’arte all’interno della Cattedrale

All’interno della cattedrale, oltre le bellissime decorazioni architettoniche barocche, neoclassiche e contemporanee si possono ammirare numerose opere d’arte tra cui la statue lignea dell’Annunziata del XIV secolo, due tele del Marghinotti (Adorazione dei Magi e Ultima Cena), la statua marmorea della Madonna del Rimedio del XIV secolo, l’altare barocco, il retablo in legno policromo, il tesoro del Duomo (argenteria, paramenti sacri) e sculture di Andrea Galassi nelle cappelle neoclassiche poste nelle testate del transetto.

 

 

Cosa vedere a Oristano?

Tra le cose che puoi vedere a Oristano ci sono sicuramente il Museo Archeologico Storico Artistico Antiquarium Arborense, il Museo Diocesano e la Torre di Mariano II. Per salire sulla Torre ti consiglio di prenotare uno-due giorni prima chiamando all’Antiquarium Arborense al n. 0783/791262 o tramite mail: visiteguidate@fondazioneoristano.it.

 

 

Cosa vedere a Oristano: il Museo Diocesano Arborense

Il Museo Diocesano Arborense è situato proprio a fianco della cattedrale, qui potrai vedere diverse mostre:

  • cosa vedere a OristanoTesoro del Duomo: è una collezione permanente in cui si possono ammirare i paramenti liturgici, argenti e le statue lignee datate dal XV al XIX secolo. Le staue che ho apprezzato di più  sono il “Gruppo degli otto Apostoli”, posizionate nel Cinquecento nell’altare maggiore della Cattedrale;

 

  • La Cattedrale Medievale: in questa collezione potrai vedere alcuni elementi che facevano parte della Cattedrale nel periodo Medievale (XI-XII secolo) come capitelli, colonne, i plutei che formavano il cancello presbiteriale, picchiotti bronzei e 13 bellissimi codici liturgici in pergamena preziosamente miniati;

 

  • Dossale della Madonna con Bambini e Santi: tempera su tavola con fondo oro della fine del XIII secolo;

 

  • Terra e Legno raccontano il mistero: si tratta di un bellissimo presepe con personaggi e soggetti in legno e ceramica realizzati da diversi artisti come Federico Coni, Nicola Filia, Salvatore Garau, Lenci, Essevi, Emilia Palomba, Franco Scassellati, Angelo Sciannella, Giuseppe Silecchia, Eugenio Tavolara e Gavino Tilocca.

 

  • Aurum Urens: bellissima mostra dell’artista Michele Ardu. In questo percorso vedrai legni bruciati recuperati dall’artista dopo gli incendi e trasformati in sculture d’oro, esaltando le bruciature e rendendole delle vere e proprie reliquie naturali. Il tutto è accompagnato da foto e filmati per sensibilizzare le persone su un argomento così importante e delicato come quello degli incendi che distruggono ogni anno le nostre foreste e gli animali che ci vivono. Ho apprezzato tantissimo questa mostra e credo sia davvero utile e importante per testimoniare la brutalità degli incendi e la lotta della natura.

 

 

Cosa vedere a Oristano: I’Antiquarium Arborense

cosa vedere a oristanoIl Museo Archeologico Storico Artistico Antiquarium Arborense è ospitata nel Palazzo Parpaglia in piazza Corrias, proprio nel centro storico di Oristano. Fu fondato nel 1938 per ospitare i resti archeologici della vicina Tharros facenti parte della collezione Pischedda, acquistati dal Podestà di Oristano. Visitando questo museo avrai la possibilità di vedere i bellissimi resti archeologici del Sinis (dal periodo preistorico e protostorico, dal neolitico alla civiltà nuragica). Questa mostra permanente è affiancata dalla mostra temporanea “Il Popolo di Bronzo”, prorogata fino a Febbraio. Consiste nella ricostruzione a dimensioni reali di abiti, armi e utensili dei bronzetti nuragici ad opera dell’artista Angela Demontis. È davvero affascinante vedere a grandezza naturale i dettagli degli abiti e delle armi del popolo nuragico.

 

Al piano superiore invece troverai tre bellissimi retabli, anche se incompleti è evidente la maestria degli autori e la bellezza di queste opere:

  • il retablo di San Martino, XV secolo;
  • il retablo del Santo Cristo, 1533, di Pietro Cavaro;
  • il retablo della Madonna dei Consiglieri, 1565, di Antioco Mainas;

 

 

La Torre di Mariano II

Cos’altro vedere a Oristano? Sicuramente la Torre di Mariano II, chiamata così proprio in onore di colui che la fece erigere nel 1290, si trova in Piazza Roma e un tempo era affiancata dalle mura della città. Viene chiamata anche Torre di San Cristoforo perchè al suo interno era custodito il retablo cinquecentesco del Santo. È alta complessivamente 28 metri e termina con una torretta finale di 10 metri circa dove era posta una campana, costruita nel 1430, raro esempio di campana ad uso civico nell’isola. Per salire sulla Torre è necessario prenotare almeno due giorni prima.

 

 

E per merenda?

Per concludere voglio suggerirti un posticino carino per una merenda golosissima: la pasticceria-caffetteria “La Dolce Vita” in via De Castro. Locale accogliente e di gusto, personale gentilissimo e un’ottima varietà di dessert strabuoni! Ci sono dei dolci anche senza lattosio per gli intolleranti, che dire di più?

 

 

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