escursione nella sardegna sud occidentale
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Escursione: Sardegna sud occidentale

 

Partiamo da un sabato di settembre in cui non hai voglia di mare e sei già in modalità autunnale, nonostante le ore centrali delle giornate siano ancora un po’ calde. Che fare? Io ho scelto un’escursione nella Sardegna sud-occidentale! Questa parte dell’isola offre davvero un’ampia scelta di itinerari perchè ricca di siti archeologici, chiese, grotte, miniere, musei e tanto altro. Approfitta dei giorni liberi per spezzare la routine o se sei qui in vacanza fai un escursione nella Sardegna sud occidentale. Vedrai qualcosa di nuovo senza trascorrere ore in viaggio.

 

Le mie escursioni partono sempre da Assemini, oltre ad essere la città in cui vivo è anche il fulcro del mio lavoro come content creator. L’itinerario prevede diverse tappe:

Trascorrerai una giornata tra storia, cultura, arte, archeologia, mare, lago e collina. Sei pronto? Assemini dista dal vecchio borgo di Tratalias 71 km. Ci si arriva facilmente in un’ora di viaggio passando per Villamassargia, Carbonia e San Giovanni Suergiu. Si può prendere anche la SP2, proseguire verso la Strada Statale 293 di Giba e la SP78 in direzione Tratalias e proseguire fino al vecchio borgo abbandonato.

 

Leggi il post fino alla fine e scrivimi nei commenti se ti è piaciuto o se preferiresti un escursione diversa!

 

 

Escursione nella Sardegna sud-occidentale:

 il vecchio borgo di Tratalias

Tratalias vecchia è un piccolo borgo medievale, abbandonato negli anni Sessanta in seguito a importanti dissesti idrogeologici dovuti allo sbarramento del Rio Palmas e alla creazione del lago artificiale di Monte Pranu. Le acque del lago crearono delle gravi infiltrazioni nelle case e cedimenti del terreno, rendendole inagibili. Il paese fu ricostruito più su, a circa un chilometro di distanza.

 

La maggior parte degli edifici del vecchio borgo furono demoliti, ciò che oggi è ancora visibile rappresenta circa il 10% e sono stati dichiarati “resti monumentali di interesse storico-artistico“. Gli edifici rimasti sono stati restaurati e oggi vengono usati in diversi modi tra cui laboratori culturali e mostre temporanee; in particolare in uno di questi è stato adibito il museo del territorio trataliese in cui si può ammirare una mostra di foto antiche e la riproduzione in scala del vecchio municipio.

 

La guida che ci ha accompagnato ci ha fatto riflettere su un aspetto che non avevo preso in considerazione: l’impatto sociale e identitario della comunità che ha dovuto abbandonare il borgo e le proprie case. È stato un punto di vista molto interessante che ha dato un valore aggiunto alla visita. Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

 

 

Storia del borgo di Tratalias

Il borgo medievale di Tratalias fu costruito intorno all’anno Mille, periodo in cui la Sardegna era interessata dalle incursioni saracene che spinsero le popolazioni dell’antica Sulci (Sant’Antioco) a spostarsi verso l’interno. Queste incursioni favorirono l’arrivo in Sardegna delle repubbliche marinare di Pisa e Genova che, con il pretesto di liberare le coste sarde dai Musulmani, colonizzarono l’isola.

 

Venne trasferita qui anche la sede vescovile e nel 1218 circa fu costruita al centro del borgo la cattedrale di Santa Maria di Monserrato. Originariamente era chiamata Santa Maria di Tratalias ma nel 1323, con l’arrivo degli spagnoli nell’isola, venne dedicata alla Beata Vergine di Monserrato.

 

 

Escursione nella Sardegna sud-occidentale: chiesa di Santa Maria di Monserrato, Tratalias vecchia

La chiesa di Santa Maria di Monserrato è uno degli esempi più rappresentativi di romanico-pisano in Sardegna. Questa bellissima chiesa, costruita in calcare bianco e trachite, è caratterizzata da tre navate, una centrale e due laterali, divise da archi a tutto sesto retti da pilastri quadrangolari. Ha una copertura lignea ed è illuminata da varie aperture monofore laterali, dal rosone della facciata e dall’apertura bifora sopra l’abside.

 

La facciata è divisa in due ordini da una cornice ad archetti pensili poggiati su peducci scolpiti: nella parte inferiore si trova il portale sormontato da un architrave e da un arco a tutto sesto con motivi vegetali; la parte superiore invece è caratterizzata da un rosone sormontato da archetti pensili e da un timpano che presenta delle scalette molto particolari e di grande impatto.

 

Queste scalette a sbalzo sono presenti anche nella parte interna della chiesa e potrebbero far pensare ad un significato simbolico ma altro non sono se non un espediente architettonico per rendere più agevole l’ispezione del tetto. All’interno della chiesa è presente un bellissimo retablo del 1596 raffigurante la Madonna in trono tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista.

 

 

Lago di Monte Pranu e chiesa di Santa Maria di Palmas

Dopo la visita del vecchio borgo di Tratalias ci siamo spostati verso il lago di Monte Pranu, sarebbe stato interessante fare una passeggiata e vedere i resti del nuraghe di Monte Pranu e del nuraghe Meurras ma le ore centrali della giornata erano ancora un po’ calde e abbiamo preferito rimandare. Dopo aver visto il lago ci siamo spostati verso la chiesa romanica di Santa Maria di Palmas, a pochi minuti di distanza.

 

Questa piccola chiesa, oggi campestre, apparteneva fino agli anni Sessanta al vecchio borgo di Palmas, anche questo abbandonato e ricostruito a pochi chilometri di distanza. La chiesa è stata costruita probabilmente tra l’anno 1000 e il 1016, in trachite e pietra calcarea. Non si hanno dati certi ma sappiamo che poggia le fondamenta sui resti di un altro edificio precedente.

 

La chiesa è molto semplice, mononavata con facciata a capanna in cui è presente un rosone reniforme e un campanile a vela, dovuti a lavori di restauro del XVIII secolo. Dopo il trasferimento del villaggio la chiesa cadde in decadimento e venne usata come ricovero per le greggi e deposito di foraggi. Nel 1996 è stata restaurata e riaperta ai fedeli.

 

Le Chiese di Santa Maria di Palmas e Santa Maria di Monserrato a Trattalias fanno parte dell’itinerario del Cammino Minerario di Santa Barbara, troverai infatti i cippi di segnalazione.

 

 

Spiaggia di Porto Botte e Stagno di Mulargia

Con la bella giornata di sole non poteva mancare una passeggiata al mare, lungo lo stagno di Porto Botte e di Mulargia, che si affacciano sul Golfo di Palmas. Qui puoi fare diverse attività, dalla semplice passeggiata all’escursione più lunga, puoi praticare birdwatching o kitesurf, è presente infatti una scuola che propone diversi corsi.

 

 

Necropoli di Montessu a Villaperuccio

L’ultima tappa della mia escursione nella Sardegna sud-occidentale è la necropoli di Montessu a Villaperuccio. La necropoli, dal greco antico “città dei morti“, è un’area in cui le popolazioni preistoriche sceglievano di seppellire i propri defunti. Questi tipi di sepolture venivano scavate nella roccia e vengono chiamate in lingua sarda “domus de janas“, cioè case delle fate o delle streghe. le Janas sono creature minute della fantasia popolare sarda che, secondo la tradizione, vivevano lontano dagli uomini, immerse nella natura, in queste piccole case scavate nella roccia.

 

 

Escursione nella Sardegna sud-occidentale: Necropoli di Montessu

La necropoli di Montessu è la necropoli più estesa del sud Sardegna, essendo costituita da circa 40 tombe visibili. Rappresenta un’importantissima testimonianza considerando anche il lungo periodo in cui è stata utilizzata, un millennio e mezzo circa (dal Neolitico finale al Bronzo antico). Si trova sul fianco del colle “Sa Pranedda”, caratterizzato da una parete rocciosa trachitica in cui sono scavate le sepolture.

 

Dalla biglietteria del sito si segue un sentiero lungo la collina che porta alle prime domus. Ce ne sono sia  pluricellulari (con una camera più grande circondata da più nicchie) che monocellulari (con una singola camera). Sono precedute spesso da un vestibolo e impreziosite da incisioni e pitture. La tomba II ad esempio è caratterizzata da festoni inscritti a semicerchio, da triangoli a “denti di lupo” e spirali, nella XXXIV corna e protomi taurine (simbolo di fertilità), in altre sono presenti ancora tracce di ocra rossa e gialla, simbolo di rinascita.

 

In questo sito sono presenti anche delle domus particolari chiamate Tombe Santuario perchè più monumentali rispetto alle altre. Sono caratterizzate da un portale d’ingresso molto grande, alto e largo due metri, che conduce ad un ambiente altrettanto grande se paragonato alle classiche domus. Si suppone che questa tipologia di tomba venisse usata anche come luogo di culto, per questo chiamata Santuario. All’interno sono stati ritrovati numerosi reperti del corredo funerario tipici della cultura tardo neolitica di San Michele di Ozieri.

 

Dalla necropoli di Montessu potrai ammirare un bellissimo panorama, essendo posizionata sul versante del colle che domina sulla pianura, circondata da altre colline.

 

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