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Da Assemini a San Sperate: Pinuccio Sciola e il Giardino Sonoro

A meno di venti minuti di viaggio in auto da Assemini si può raggiungere il paese-museo di San Sperate, dove troverai più di 400 murales che abbelliscono e colorano il paese e un centinaio di installazioni. Già questo è un buon motivo per visitare San Sperate, ma dietro l’idea di fare di questo paese a carattere agricolo un paese-museo, con l’arte che fa da padrona, c’è l’intuizione e il fermento artistico del grande Pinuccio Sciola. 

Nato e cresciuto a San Sperate da una famiglia di contadini, inizia a scolpire da autodidatta in giovane età e nel 1959 c’è la svolta, grazie a due amici che iscrivono Pinuccio, a sua insaputa, alla I Mostra di Arti figurative per studenti alla Rinascente di Cagliari. Grazie alla sua Prima Opera, chiamata in seguito Pietrino, Pinuccio vince una borsa di studio che gli permette di studiare al Liceo Artistico di Cagliari.

Continua poi la sua formazione a Firenze e Salisburgo venendo  a contatto con i maggiori artisti del tempo. Assiste ai movimenti di protesta del ’68, in Sardegna non erano ancora arrivati e decide di portare l’energia che ha assorbito, trasformata in movimento artistico, nel suo paese. Coinvolge la popolazione e invita tanti artisti a San Sperate, portando per la prima volta sia nel paese che in Sardegna l’arte del muralismo. Negli anni successivi questo fenomeno si sposta anche in altri paesi come Orgosolo, Villamar, Tinnura, San Gavino Monreale e tanti altri.

Nel frattempo continua a viaggiare per il mondo e ad arricchire le sue conoscenze, nel 1973 viene invitato dall’Unesco  in Messico, per collaborare con David Alfaro Siqueiros, uno dei maggiori esponenti del muralismo messicano e insieme, attivano un gemellaggio tra San Sperate e Tepito, quartiere di Città del Messico.

Successivamente continua ad esporre le sue opere in Italia e all’Estero senza dimenticare la sua ricerca artistica che lo porterà negli anni Novanta a far nascere le sue Pietre Sonore, grandi massi o lastre di pietra che, lavorate in un certo modo riescono, attraverso il tocco della mano o di un sasso, a produrre un suono a volte leggerissimo come quello di un’arpa, altre più intenso e vigoroso come la pietra stessa, creando una contrapposizione tra il basalto, roccia del fuoco e il calcare, roccia dell’acqua. Una magia che non ti aspetti da pietre a prima vista dure e prive di elasticità ma che Pinuccio è riuscito a rendere elastiche, sonore e trasparenti attraverso tagli e incisioni particolari.

Il Giardino Sonoro è nato nello spazio che Pinuccio usava come laboratorio, ora è un museo a cielo aperto in cui poter passeggiare tra gli agrumi e le sculture megalitiche, riposandosi ogni tanto nelle panchine in pietra, in uno spazio senza tempo in cui ogni visitatore riceve sensazioni ed emozioni diverse dalla natura e dall’arte che lo circonda. 

Entrati al Giardino Sonoro abbiamo visto prima un filmato di presentazione su Pinuccio Sciola, accompagnati da Pietrino, la prima opera con cui Pinuccio vinse il primo concorso della sua lunga carriera. Successivamente la guida ci ha accompagnato a visitare le opere del Maestro e abbiamo potuto sentire suonare queste pietre meravigliose, sentire le differenze tra il suono del basalto e del calcare, un suono che non ti aspetti da pietre apparentemente dure e statiche, attraverso la carezza di una mano o di un sasso esprimono la loro interiorità e la loro forza.

All’interno del Giardino Sonoro ci sono diverse opere, non solo Pietre Sonore tra cui le meravigliose “Vela” o “Jazz Stone”; ma anche alcune sculture a carattere religioso; il bellissimo “Omaggio a Piet Mondrian” in cui la pietra diventa quasi un’opera pittorica; monoliti in basalto lavorati come scacchiere perfette; le “Foglie”; la serie dei “Semi”, dai più piccoli ai più grandi, seminati metaforicamente affinchè la pietra fecondi la terra. Esternamente mantengono la loro forma grezza, mentre nella parte centrale Pinuccio Sciola crea un taglio liscio e levigato attraverso uno smeriglio. Toccandolo si ha una percezione di morbidezza, sembra quasi di accarezzare velluto.

Visitando il Giardino Sonoro vedrai la pietra come non l’hai mai vista: elastica, trasparente, morbida, sonora e delicata. È un’esperienza che consiglio vivamente, cambia ogni prospettiva, davvero straordinaria! Il Giardino Sonoro è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (la biglietteria chiude alle ore 19:00). Per maggiori informazioni clicca nel link in evidenza e sarai reindirizzato nel sito del Giardino Sonoro. Se ti è piaciuto il mio post condividilo e tagga i tuoi amici!!

 

 

 

 

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