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Da Assemini a Mogoro: tra artigianato e archeologia

Da Assemini a Mogoro, 45 minuti di viaggio in auto per vedere la 60a Fiera dell’artigianato artistico della Sardegna e il parco archeologigo Cuccurada. La Fiera è aperta dal 31 luglio al 19 settembre 2021, tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 21. Il Parco archeologico invece è aperto tutto l’anno, dal 30 luglio al 3 settembre tutti i giorni dalle 10:10 alle 13:00 e dalle 15:10 alle 20:00, per gli altri orari clicca nel link che ti porterà al sito del complesso nuragico.

 

La Fiera è nata nel 1961 dall’idea di sette tessitrici mogoresi, con lo scopo di insegnare l’antica arte della tessitura e divulgare la tradizione sarda. Con il passare degli anni si è arricchita e dal 1966 partecipano artigiani provenienti da tutta la Sardegna e il periodo di apertura della Fiera si è allungato per permettere a più persone di visitarla.

 

La Fiera dell’artigianato della Sardegna è distribuita su quattro livelli e troverai manufatti di diversi materiali: ceramica, tessitura, oreficeria, legno, tessuti, metalli, coltelleria, pelletteria, ricamo, cestineria e vetro realizzati da artigiani di tutta la Sardegna, tra cui Assemini, la mia città. È presente anche il reparto agroalimentare e la libreria, inoltre, oltre alla semplice visita si possono acquistare sia i meravigliosi manufatti che i buonissimi prodotti agroalimentari.

 

100 espositori: 97 artigiani e 3 aziende del settore agroalimentare, un’esposizione straordinaria che permette di ammirare in un unico momento tante meraviglie sarde. Io però, devo ammetterlo, sono un po’ di parte, ed è con tanto orgoglio che ho ammirato i manufatti degli artisti asseminesi: ceramiche artistiche del Cav. Luigi Nioi, ceramiche artistiche e tradizionali di Doriana Usai, i Monili di Mag di Maria Grazia Gavini, Pinturas ceramiche di Luca Cossu, le Terrecotte di Walter Usai, i coltelli di Antonio Contini, la Bottega del Sughero di Massimo Mattana, i gioielli di Anna d’Arte Orafa Filigrana, i tessuti dell’Atelier Marinella Staico.

 

Il personale della Fiera è stato molto gentile e disponibile per ogni cosa, in particolare una delle signore nel settore dei telai e dei filati è stata così carina da accontentare mio figlio cinquenne e mostrargli come si usa il telaio e a farglielo provare. Ovviamente è ancora piccolo ma la signora ha mostrato tanta pazienza e lui ha comunque capito il meccanismo ed è stato davvero contento di questa esperienza.

 

All’esterno della Fiera c’è un parco giochi per bambini molto carino, con scivoli ed altalene in cui i più piccoli possono giocare e correre prima o dopo l’ingresso all’esposizione. Da mamma devo dire che ho apprezzato tanto, anche il bambino più curioso e bravo del mondo, dopo una visita ad un’esposizione, ha bisogno di correre e divertirsi un po’.

 

Insieme al biglietto della Fiera è possibile acquistare, in abbinata a soli 6€ (biglietto intero), anche quello per visitare il sito archeologico Cuccurada, che presenta delle caratteristiche davvero uniche nel suo genere. Si tratta di un’area che ha visto nel tempo un susseguirsi di insediamenti che si sono sovrapposti, dalla cultura di Monte Claro (4000a.C.) sino alla fine dell’età medievale (XV sec. d.C.). Ubicato in un punto strategico, vicino a numerose risorse naturali ed economiche come il Monte Arci, ricco di ossidiana, pietra vulcanica chiamata anche “oro nero” per la sua importanza e utilizzata per fabbricare frecce e lame.

 

Gli scavi non sono ancora stati terminati e dato che questa struttura polilobata è caratterizzata da due nuraghi con uno stile architettonico differente, sono stati distinti in Cuccurada A e Cuccurada B. Il primo è caratterizzato da un edificio a corridoio, più antico, che poi è stato inglobato nel secondo, più complesso e di epoca successiva, del Bronzo Recente. Nel sito sono presenti inoltre una muraglia megalitica del III millennio a.C., una struttura prenuragica con ingresso architravato e resti di capanne nuragiche.

 

All’interno delle mura è presente un vasto cortile da cui si accede ai vani interni e in cui sono presenti delle capanne risalenti allo stesso periodo di quelle esterne, scoperta unica per il mondo nuragico fin’ora. Nel protonuraghe possiamo ammirare una copertura a tholos ancora intatta, davvero straordinaria.

 

All’interno del complesso sono stati ritrovati reperti importanti come ceramiche, reperti in pietra, osso e bronzo tra cui un bottone raffigurante scene di caccia. Dei periodi successivi sono state trovate monete del periodo punico-romano, teste animali usate nei sacrifici e lucerne paleocristiane.

 

È una struttura unica nel suo genere che mette in discussione tutto ciò che è stato scoperto fin’ora sul mondo nuragico e che merita di essere visitata. All’interno del sito vengono organizzati diversi eventi come aperitivi letterari, cena sotto le stelle e visite notturne al nuraghe.

 

Da quassù ammirerai un panorama meraviglioso, la piana del Campidano e, nelle belle giornate, è visibile anche la Torre Costiera di San Marco nella penisola del Sinis, Capo Frasca e la Laguna di Neapolis.

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3 commenti

  • Consolata Plantone

    Compliementi, Susanna, per il bellissimo articolo!
    Quello che hai descritto è una testimonianza delle opportunità che un territorio, se si unisce e collabora, può fare non solo per farsi conoscere ma anche per crescere e migliorare. E, grazie, poi, alla collaborazione di destination blobbger come te che si valorizzano queste belle iniziative.
    Purtroppo non ho ancora avuto la fortuna di visitare la Sardegna, ma è una regione che – con la sua storia e le sue testiminianze – mi affascina moltissimo!

    • Susanna

      Ti ringrazio Consolata, mi fa piacere che apprezzi. Quando si parla di Sardegna il primo pensiero va al mare ma in realtà, oltre quello che è sicuramente bellissimo, c’è tanto altro da scoprire 🙂 e solo collaborando si può far conoscere. Spero che verrai presto in visita da noi 🙂

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