Assemini
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Da Assemini a Dorgali e Cala Gonone

Assemini vanta un’ottima posizione che permette di spostarsi facilmente e raggiungere tantissimi luoghi incantevoli della mia amata Sardegna. Questa volta mi sposto un po’ di più rispetto al solito e ti porto a Dorgali, in provincia di Nuoro, nella parte centro-orientale dell’isola. Era da tempo che volevo portare mio figlio a visitare l’acquario di Cala Gonone, frazione del comune di Dorgali, e ne abbiamo approfittato per soggiornare una notte lì.

B&B Tiscali

Siamo partiti nel pomeriggio, per arrivare a Dorgali ci vogliono circa due ore e venti. Prima tappa il B&B Tiscali in cui abbiamo prenotato: qui abbiamo trovato Pasqua che ci ha accolto con gentilezza e ci ha mostrato la nostra stanza, dotata di bagno privato e terrazzino in cui rilassarsi, immersi nella natura. La struttura è davvero bella, curata in ogni dettaglio, dotata di una piccola piscina e situata in una posizione che permette di godere di una vista meravigliosa, sopratutto al tramonto e con una colazione superlativa!

Dopodichè abbiamo fatto un giro nel centro storico di Dorgali, davvero caratteristico, con stradine strette e case costruite in roccia vulcanica, abbiamo procurato la cena da asporto e siamo tornati nel B&B per gustarcela nel nostro bellissimo terrazzino con vista sulle montagne. La mattina successiva, abbiamo trovato nella cucina la squisita colazione a buffet che ci ha proposto Pasqua, in cui abbiamo potuto scegliere tra deliziosi biscotti, croissant, torta e marmellate fatta in casa, salumi, frutta…insomma, ce n’era davvero per tutti i gusti!

Abbiamo lasciato con dispiacere il B&B e abbiamo raggiunto Cala Gonone, a meno di quattro chilometri di distanza da Dorgali, per arrivare all’acquario. Dato che avevamo un po di tempo prima della prentazione abbiamo deciso di fare una passeggiata giù in spiaggia, dove abbiamo trovato anche un parco giochi per bambini in cui mio figlio si è divertito tantissimo.

Acquario Cala GononeLa visita all’acquario dura un’ora circa e all’ingresso, vicino alla biglietteria, troverai dei tavolini con dei giochi per i bimbi, molto utile per permettere ai piccoli di fare una piccola sosta prima di iniziare la visita oppure dopo, per riposarsi un po’. Un percorso ad anello ti permetterà di vedere 25 vasche espositive che ti faranno fare un giro in ambienti diversissimi tra loro, dall’Amazzonia ai mari tropicali, fino ad arrivare al Mar Mediterraneo. Vicino allo shop troverai un recinto in cui è ospitata la volpe Rosa Fumetta, ambasciatrice delle vittime degli incendi boschivi. Poco più avanti ci sono il bar e un’area giochi all’aperto per i bambini. É strutturato molto bene, permette ai bimbi di imparare tante cose sul mondo degli animali marini e agli adulti di rilassarsi un po’ e godersi il tempo in famiglia.

Dopo l’acquario abbiamo cercato un posticino tranquillo in cui pranzare e abbiamo trovato l’Hotel-ristorante La Playa. Ci siamo trovati molto bene, abbiamo mangiato all’aperto e il personale è stato davvero gentile e disponibile, il cibo fresco, cucinato benissimo e il conto più che onesto, davvero consigliato!

Nel pomeriggio avrei voluto visitare il Parco Museo S’Abba Frisca ma purtroppo era chiuso per lavori, ne abbiamo approfittato per fare un giro per le montagne e godere della bellissima vista su Cala Gonone. Al rientro, nella SS 131, ci siamo fermati per visitare il pozzo sacro di Santa Cristina, nel territorio di Paulilatino, in provincia di Oristano. Io e mio marito non venivamo qui da almeno vent’anni e ci tenevamo a farlo vedere anche a nostro figlio.

Ci siamo riposati un po al bar e abbiamo iniziato il giro, prima al santuario nuragico, risalente a 3000 anni fa, dove sono presenti i resti delle capanne, tra cui quella delle riunioni e il bellissimo pozzo sacro. É in ottimo stato di conservazione, perfetto nella sua geometria ed è caratterizzato da tre parti: l’atrio, in cui venivano lasciate le offerte votive, il vano scala che permetteva di raggiungere la camera ipogeica a tholos in cui si trovava l’acqua. Qui veniva praticato il culto dell’acqua, si praticavano cerimonie di purificazione ed era certamente legato al ciclo lunare. É molto probabile infatti che fosse un luogo di osservazione astronomica. Durante l’equinozio d’autunno e di primavera accade infatti un evento straordinario, il sole si riflette sull’acqua del pozzo e si può vedere la propria ombra capovolta. Ogni diciotto anni e sei mesi, invece, in occasione del lunistizio maggiore, la luna raggiunge la sua altezza massima e si riflette perpendicolarmente dentro un’apertura circolare di 30 cm, posta sopra il pozzo, specchiandosi così all’interno.

Si prosegue con il villaggio cristiano del 1200 in cui è presente la chiesetta campestre che dà il nome al sito archeologico, Santa Cristina, fatta erigere dai frati Camaldolesi di Santa Maria di Bonarcado. Nel tempo la chiesa ha visto numerosi rifacimenti, possiamo infatti notare alcuni conci provenienti dal tempio a pozzo. Intorno alla chiesa sono presenti le “muristenes”, piccole casette, molto caratteristiche, abitate in passato dai monaci.

Proseguendo più avanti si giunge al villaggio nuragico in cui è presente anche il nuraghe, costituito da un’unica torre. Il complesso è stato datato al 1500-1200 a.C., quindi al Bronzo Medio. L’ingresso del nuraghe è caratterizzato sulla destra dalla classica nicchia e, sulla sinistra, dalle scale che conducono al piano superiore dell’edificio, percorribili oggi solo in parte. La camera a tholos invece è integra e vede al suo interno la presenza di tre nicchie.

Vicino al nuraghe è presente una struttura allungata, molto particolare e rara in Sardegna, che mi ha fatto pensare inizialmente alle Tombe dei Giganti, ma, avvicinandomi di più e guardandola da vicino ho visto che non ha niente a che fare con queste, anzi probabilmente, come ho avuto modo di approfondire in seguito, appartiene ad un’epoca successiva, forse quella romana.

La nostra piccola vacanza è finita qui ma è stata davvero una ventata d’aria fresca, abbiamo spezzato la routine e abbiamo goduto di un po di leggerezza, che non guasta mai, soprattutto nel periodo un po strano che stiamo vivendo.

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