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Cosa fare un week end autunnale ad Assemini

Il territorio di Assemini spazia dalla laguna alla montagna, dall’archeologia industriale alla ceramica. Un fine settimana non ti basterà per vedere tutto ma è un buon inizio. Per gli spostamenti ti consiglio di noleggiare una macchina perché nell’itinerario proposto sono presenti escursioni e siti non raggiungibili con i mezzi pubblici.

 

1° Giorno: Ceramiche e centro storico

Se arrivi venerdì pomeriggio puoi iniziare con una passeggiata nelle vie principali di Assemini e la visita all’ex Centro Pilota per la Ceramica, che ospita oltre 250 capolavori di artigianato, locale e nazionale. Dopodiché ti suggerisco di visitare almeno alcune delle botteghe dei ceramisti asseminesi. Gli artigiani saranno lieti di mostrarti le loro meravigliose creazioni e potrai acquistare manufatti che traggono ispirazione dalla tradizione sarda o da temi più attuali e di design.

 

Prima di continuare potresti fare una pausa e rilassarti con una squisita cioccolata, un buon caffè e un delizioso pasticcino in uno dei tanti bar presenti nella zona. Dopo, passeggiando nel centro storico, potrai ammirare le antiche chiese di San Giovanni Battista e di San Pietro.

 

 

La chiesa di San Giovanni Battista, risalente al X secolo circa, rappresenta una testimonianza importantissima dell’epoca bizantina per tutto il bacino mediterraneo. Al suo interno sono custodite due preziosissime testimonianze epigrafiche in lingua greca in cui vengono nominati Torcotorio arconte, sua moglie Getite e Nispella,  moglie di un altro Torcotorio, personaggi molto importanti tra X e XI secolo, nel momento di passaggio tra età bizantina e giudicale.

La presenza di queste importantissime epigrafi denotano l’importanza che questa chiesa ebbe in quel periodo, una di queste era incisa su un architrave marmoreo posto come gradino d’ingresso nella chiesa di San Pietro.

Al suo interno possiamo anche ammirare un bellissimo capitello di tipo composito a foglia d’acqua con sei foglie lisce e ricurve verso l’esterno, datato al V secolo d.C., murato vicino all’ingresso e usato come acquasantiera.  La pianta, a croce greca inscritta in un quadrato, è caratterizzata da una cupola all’incrocio dei bracci con quattro camere angolari e da un’abside rivolta ad Est. La cupola, retta da quattro pilastri, è inserita entro un tiburio. È proprio la planimetria a renderla unica nel suo genere perché le altre chiese bizantine presenti in Sardegna hanno uno sviluppo planimetrico cruciforme.

 

Secondo alcuni studiosi le quattro camere, collegate ai quattro bracci della croce da arcate, sarebbero state costruite successivamente all’impianto originario perché costituite da grossi blocchi disposti irregolarmente mentre la muratura originaria sarebbe più curata e squadrata. Altri sostengono invece che i blocchi sono disposti irregolarmente solo perchè ricostruiti in un secondo momento, ma che erano già presenti al momento dell’edificazione della chiesa.

E’ costruita interamente in pietra calcarea e, nella facciata, possiamo notare un grazioso campanile a vela in cui è inserita una campana del 1860 e la porta lignea da cui si accede. La chiesa si può visitare tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11 e dalle 16.00 alle 18.00 prenotando al numero 070941565 in base agli orari dell’ufficio parrocchiale della Chiesa di San Pietro.

 

 

A poca distanza da questa troviamo la chiesa di San Pietro, costruita probabilmente in epoca bizantina ma, in seguito a numerosi rifacimenti, è diventata un bellissimo esempio di architettura gotico-catalana della fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

La facciata è caratterizzata da un terminale piatto merlato e da un portale a sesto acuto, sormontato da un’ampia luce quadrangolare. A sinistra svetta il campanile a canna quadrata, i cui primi due ordini sono dell’impianto originario, mentre quelli superiori sono settecenteschi. E’ molto importante e caratteristico perchè tra i più alti della Sardegna, in tutto 28,50 metri.

 

La pianta, a navata unica, è divisa da quattro archi a sesto acuto, in cui, successivamente, sono state costruite sette cappelle laterali, tre sulla sinistra e quattro sulla destra, caratterizzate da diversi sistemi di coperture. Dallo stile possiamo affermare che sono state costruite nel corso del XVI secolo. A questo periodo è ascrivibile anche la ricostruzione del presbiterio, a cui è stato aggiunto il transetto. Nel 1740 fu costruito l’attuale altare di marmo intarsiato e tre anni dopo, nel 1743 il fonte battesimale.

 

Di fronte alla chiesa è presente il vecchio municipio, oggi ristrutturato e adibito a museo. Un tempo, qui fuori, la comunità si radunava per prendere le decisioni più importanti riguardanti il paese. “All’ombra del campanile”, è anche il titolo del libro scritto da Paolo Demuru  e Vittorio Scalas in cui vengono ripresi tutti i lavori eseguiti nella chiesa e la sua storia.

Giunto il momento dell’happy hour potrai sorseggiare un aperitivo accompagnato da un tagliere di salumi, formaggi, panadine e altre delizie. Dopodiché potrai scegliere uno dei vari ristoranti, pizzerie o fast food per cenare, c’è l’imbarazzo della scelta.

 

 

2° Giorno: escursione a Gutturu Mannu

Per sabato ti consiglio un’escursione nel Parco Naturale regionale di Gutturu Mannu, interessantissimo dal punto di vista naturalistico, faunistico e archeologico, prende il suo nome dal torrente omonimo. Nel suo territorio troviamo anche l’oasi wwf di monte Arcosu, la più vasta d’Italia in cui è protetto il cervo sardo.

 

Ci sono diversi sentieri segnalati, alcuni a livello escursionistico e altri, più impegnativi, per i più allenati. Se non sei pratico e vuoi fare un percorso importante ti consiglio di farti accompagnare da una guida escursionistica abilitata, contattami e ti indicherò le migliori.

Se vuoi dare un’occhiata per farti un’idea dei sentieri puoi visitare il sito Sardegnasentieri.it in cui troverai tante informazioni utili sui diversi sentieri presenti in Sardegna.

Io ti suggerisco un’escursione a Mitza Fanebas, in cui troverai la sorgente (mitza) e dove scorre il rio Gutturu Mannu, nel suo percorso si formano delle cascatelle e delle piscine naturali dove tra maggio e giugno, se si è fortunati, si può fare il bagno. L’area è attrezzata con tavoli e punti fuoco in cui potrete arrostire e fermarvi per fare un pic-nic (ATTENZIONE, è possibile accendere il fuoco per arrostire dal 1° gennaio al 15 giugno e dal 1°ottobre al 31 dicembre).

 

Potrai addentrarti ad ammirare il sottobosco, i suoi bellissimi colori e il profumo inconfondibile di muschio, funghi, erbe selvatiche e legno bagnato tra  sughere, corbezzoli, lentischi, lecci, tassi e l’immancabile macchia mediterranea,  assaporando ogni tanto i dolcissimi corbezzoli lungo il sentiero. Tra la vegetazione troverai  i resti di un antico insediamento nuragico formato in passato da numerose capanne e da un nuraghe. L’area non è valorizzata quindi sono visibili solo pochi resti ma è affascinante vedere come la natura si è ripresa il suo spazio.

 

 

3° Giorno: Saline Conti Vecchi 

Domenica ti consiglio la visita alle Saline Conti Vecchi, bene valorizzato dal FAI. Si tratta di una vasta area naturalistica e di un sito di archeologia industriale all’interno di un impianto ancora in funzione.

Ammirando il vecchio edificio della direzione, l’officina e l’ex falegnameria sarai trasportato indietro nel tempo, negli anni Trenta, nel periodo di massimo splendore per l’impianto industriale, all’avanguardia ed eco sostenibile.

Gli uffici sono stati riarredati con oggetti storici e documenti d’archivio consultabili. Nell’officina potrai guardare il video-racconto proiettato sulla parete che illustra la storia dell’impianto, dalla sua costruzione al suo sviluppo, il villaggio degli operai, le tecniche di produzione del sale e l’ambiente naturalistico e faunistico in cui è inserita.

Inoltre potrai fare un giro con il trenino accompagnato dalla guida che ti mostrerà le vasche di raccolta del sale, spiegandoti tutte le fasi e le tecniche usate per la produzione. Durante questo giro potrai anche osservare le colonie di uccelli acquatici, parliamo di 35.000 esemplari che popolano questa bellissima oasi, tra cui fenicotteri rosa ed aironi.

 

Periodicamente il FAI organizza degli eventi speciali come aperitivi al tramonto o passeggiate guidate alle rovine del villaggio operaio, quindi controlla il sito del FAI per scoprire se durante la tua permanenza ad Assemini è previsto qualche evento, oppure puoi contattarmi attraverso il form e ti darò le informazioni che ti servono. Per rimanere aggiornato iscriviti alla newsletter!

 

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