Chiesa di Santa Maria di Uta

Chiesa di Santa Maria di Uta: gioiello dell’architettura romanica in Sardegna

La Chiesa di Santa Maria di Uta, situata a pochi chilometri da Assemini, nel sud della Sardegna, è uno dei più affascinanti esempi di architettura romanica sarda. Ho avuto l’occasione di visitarla durante la Festa del Circondario, un evento organizzato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con l’Associazione Turistica Pro Loco Assemini. Questa festa ha avuto come obiettivo la valorizzazione di alcuni dei luoghi più importanti tra Uta, Assemini, Elmas e Capoterra. Io ho scelto di visitare la chiesa di Santa Maria di Uta, è a pochi chilometri da Assemini ed è davvero splendida. Michela ci ha accompagnato alla scoperta di questa incredibile chiesa, guida preparata, appassionata del suo lavoro e disponibile a rispondere alle numerose domande del mio bambino. 

 

 

Festa del Circondario: cultura, tradizioni e territorio

L’evento ha offerto un ricco programma di visite guidate alle saline Conti-Vecchi, al villaggio operaio, alle chiese del centro storico di Assemini, al Centro Pilota per la Ceramica, oltre a botteghe artigiane e siti di interesse storico. Non sono mancate le degustazioni di prodotti tipici, tra cui la celebre panada asseminese, eccellenza gastronomica locale.

 

 

Dove si trova la Chiesa di Santa Maria di Uta

La chiesa si trova fuori dall’abitato di Uta, immersa in un contesto rurale che ne esalta il fascino storico e spirituale. È facilmente raggiungibile da Cagliari e rappresenta una tappa ideale per chi desidera scoprire il romanico in Sardegna meridionale.

 

 

Storia e origini della Chiesa di Santa Maria

Non esistono fonti certe sulla data esatta di costruzione, ma il primo documento storico che menziona la chiesa risale al 1363, quando il re Pietro IV d’Aragona la concesse ai Cavalieri di San Giorgio de Alfama. Tuttavia, l’analisi stilistica permette di collocare l’edificazione nella seconda metà del XII secolo.

La chiesa fu costruita dai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia, che edificarono anche un monastero oggi quasi completamente scomparso. L’unico elemento superstite è il pozzo centrale, probabilmente situato nel chiostro.

 

Il pozzo miracoloso e il pellegrinaggio

Secondo una leggenda locale, l’acqua del pozzo avrebbe proprietà miracolose. Si racconta che un custode della chiesa guarì da una grave malattia dopo una visione in cui un cavaliere oscuro lo invitò a lavarsi e pregare. Da allora, la Chiesa di Santa Maria di Uta è diventata meta di pellegrinaggio, soprattutto l’8 settembre, giorno della Natività della Beata Vergine Maria.

 

 

Architettura romanica della chiesa di Santa Maria di Uta

La chiesa è costruita in pietra calcarea proveniente probabilmente dalla cava di Teulada. In origine era costituita da due navate, poi venne ampliata con l’aggiunta di una terza, divise da arcate a tutto sesto.

 

Interno della chiesa

  • Copertura lignea: la parte centrale è quella originale;
  • Capitelli fitomorfi risalenti all’epoca medievale;
  • Un capitello e un’acquasantiera di reimpiego romano;
  • Presbiterio sopraelevato rispetto alle navate;
  • Resti di pavimentazione originale medievale;
  • Due leoni scolpiti sotto l’altare, un tempo collocati sulla facciata.

L’edificio termina con un’abside semicircolare orientata a est, elemento tipico dell’architettura sacra medievale.

 

 

Facciata ed esterni

La facciata romanica è suddivisa in due ordini:

 

Primo ordine

  • Portale monumentale con architrave e arco di scarico a tutto sesto;
  • Decorazioni con splendidi intrecci arabeggianti;
  • Peducci scolpiti con leoni;
  • Archetti pensili a tripla ghiera con protomi antropomorfe e zoomorfe.

 

Secondo ordine

  • Sette archetti decorativi;
  • Bifora centrale;
  • Campanile a vela gotico, aggiunto in epoca successiva.

Lungo i lati della chiesa si sviluppano archetti a doppia ghiera, sorretti da circa duecento mensole scolpite con motivi animali, umani, geometrici e floreali.

 

Le porte laterali

  • Porta Santa (lato destro), aperta solo durante gli anni giubilari, riconoscibile dalla croce greca scolpita;
  • Porta del lato sinistro, che conduceva al chiostro monastico.

Sull’abside esterna sono incise una croce puntata e una croce patriarcale, elementi che alcuni studiosi collegano agli Ordini Templari o all’Ordine di Malta.

  • Facciata, se contiamo il numero degli archetti, vediamo che sulla sinistra sono quattro, mentre sulla destra cinque, più larga quindi rispetto all’altra;
  • Le navate sono divise da bellissimi capitelli fitomorfi dello stesso periodo dell’edificazione, tranne il terzo a sinistra, reimpiego di epoca romana, come quello riusato all’ingresso come acquasantiera.

 

 

Perché visitare la Chiesa di Santa Maria di Uta

La Chiesa di Santa Maria di Uta è un autentico capolavoro del romanico sardo, ricco di storia, simbolismi e dettagli architettonici unici. Una visita guidata permette di cogliere appieno il valore artistico e spirituale di questo luogo straordinario.

👉Consigliata a chi ama la storia medievale, l’arte romanica e i percorsi culturali in Sardegna.

Se siete in vacanza nel sud dell’isola o nei dintorni di Cagliari, inseritela assolutamente nel vostro itinerario.

 

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