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Assemini: territorio, storia e tradizioni

Città nella Sardegna meridionale ricca di paesaggi, storia e arte

Assemini con i suoi 26.182 abitanti è uno dei maggiori centri della città metropolitana di Cagliari, da cui dista 14 km. Vanta una posizione ottimale non solo per la sua vicinanza a Cagliari ma anche per quella all’aeroporto di Elmas, situato a meno di 8 km di distanza. Da qui ti puoi spostare facilmente in auto e raggiungere in poco tempo tantissimi luoghi incantevoli: nuraghi, castelli, grotte, musei, parchi, siti archeologici, minerari e ovviamente non possono mancare alcune tra le spiagge più belle dell’isola.

Gutturu Mannu

É una cittadina tranquilla ma con tutti i servizi essenziali e una varietà di paesaggi incantevoli:

il Parco naturale regionale di Gutturu Mannu, incantevole oasi naturalistica costituita da boschi incontaminati e da una varietà di flora e fauna molto importanti. All’interno del parco ci sono anche resti archeologici di epoca nuragica a Mitza Fanebas e di archeologia mineraria della seconda metà dell’Ottocento, intitolata a S. Leone.  Abbiamo inoltre il fiume Cixerri e il flumini Mannu che sfociano nella laguna di Santa Gilla, importantissima risorsa naturalistica in cui vivono tantissime specie di uccelli, circa 70, tra cui fenicotteri rosa, cormorani, aironi e dove è possibile praticare il birdwatching.

 

Storia e testimonianze

Un territorio così ricco ha fatto sì che venisse abitata già in epoca prenuragica e nuragica. Con l’arrivo dei cartaginesi e poi dei romani le testimonianze archeologiche si intensificano. Il nome di Assemini, secondo una delle teorie, deriverebbe infatti da “ad octavum” (ottavo miglio), inteso come distanza tra Assemini e Cagliari, ciò dimostrerebbe la sua importante posizione lungo la strada che da Karalis (Cagliari) portava all’antica Sulcis (Sant’Antioco). Questa teoria sarebbe avvalorata da due pietre miliari trovate nell’area di S.Andrea che ricordano i lavori di restauro della strada e in cui viene riportato il nome dell’imperatore Traiano, datate tra il 106 e il 114 d.C.. Dopo la dominazione romana inizia una nuova fase con lo sviluppo del cristianesimo e l’arrivo dei Bizantini in Sardegna, che, non essendo in grado di controllare l’isola, non fanno altro che rendere più marcate le autonomie locali, contribuendo alla nascita del periodo giudicale. In questo periodo l’isola era indipendente e governata dai Giudici sardi che devono fare i conti prima con gli arabi, poi con Genova, Pisa, il Papato e successivamente con gli aragonesi.

 

Le Chiese di Assemini

Chiesa di San Giovanni Battista

Possiamo osservare le tracce della storia di Assemini nel centro storico, in particolare nelle antiche chiese. La più antica è la Chiesa di San Giovanni Battista del X secolo d.C., importantissima e suggestiva testimonianza dell’architettura bizantina non solo in Sardegna ma in tutto il bacino mediterraneo. Costruita in arenaria, è caratterizzata da una pianta a croce greca inscritta in un quadrato con una cupola che si erge al centro. Secondo alcuni studiosi fu costruita tenendo presente la Basilica di San Saturnino a Cagliari, in stile bizantino-protoromanico del V-IV secolo. Nel 1919  l’architetto Giarrizzo ipotizzò invece un collegamento ai moduli costruttivi tipici della basilica di Santa Sofia di Instambul, antica capitale dell’Impero Bizantino. A 100 metri di distanza troviamo la Chiesa di San Pietro, costruita probabilmente poco dopo la Chiesa di San Giovanni, quindi in epoca bizantina, ma, in seguito a numerosi rifacimenti nel corso del tempo, è diventata un bellissimo esempio di architettura gotico-catalana, della fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

Più recenti sono le Chiese di San Cristoforo e di Sant’Andrea. La prima risale al XVII secolo, è situata nel centro storico ed è conosciuta anche come “bottega del chirurgo”. Nel 1935 una delibera consiliare la assegnò al chirurgo Gerolamo Coghe come ambulatorio e al suo interno venivano praticate estrazioni dentarie e piccoli interventi chirurgici. Infine, la seconda, intitolata al patrono dei pescatori e situata sulla sinistra dell’ingresso principale della città. Costruita nel XVIII secolo e molto cara agli asseminesi per via dell’antica tradizione della pesca nella laguna di Santa Gilla. La terza domenica di settembre si festeggia il Santo in piazza Sant’Andrea con eventi religiosi e laici tra cui la sagra del pesce.

 

Resti del passato

Casa Campdanese Piazza Sant’Andrea

In piazza Sant’Andrea è presente anche la casa campidanese costruita dai soci dell’Associazione Sant’Andrea sul modello antico, tipico del campidano, con mattoni crudi di terra argillosa misti a paglia ed essicati al sole (làdiri). Le case campidanesi fanno parte della storia del nostro territorio, abbiamo notizie della loro costruzione già nel periodo giudicale. Nel corso del tempo subirono delle modifiche dovute alle diverse dominazioni, soprattutto da quella spagnola, possiamo infatti notare alcune caratteristiche in comune con le haciendas coloniche dell’America Latina. Le case campidanesi sono caratterizzate da un cortile centrale a cui si accedeva attraverso un portale ad arco a tutto sesto, arricchito, nelle proprietà dei più benestanti, da decorazioni e fregi oppure con le iniziali del proprietario, riportando a volte anche l’anno di fabbricazione. La maggior parte delle case era costituita da due  piani: il piano terra era destinato all’abitazione mentre nel piano superiore venivano conservati il raccolto e le provviste. La casa era anticipata da un loggiato, chiamato in sardo “sa lolla”, dove si praticavano le varie attività giornaliere e che fungeva da raccordo tra il cortile e l’interno della casa. Ad Assemini queste case hanno una caratteristica che le differenzia dalle altre del Campidano, la presenza di una sorta di laboratorio di ceramica nel cortile centrale, chiamato “strexiaiu” (stovigliaio), perchè si producevano soprattutto manufatti per l’uso domestico come scivedde, brocche e vasi. Il laboratorio veniva organizzato in un piccolo ambiente costruito in mattoni crudi, in cui erano presenti il tornio (sa roda), un bancone in cui veniva lavorata la creta, un catino con l’acqua, il filo di ferro per tagliare l’argilla, una tavoletta per stirarla e un pezzo di canna o giunco per eseguire le decorazioni, quindi tutto ciò che serviva per la produzione dei manufatti, grazie anche alla ricchezza della materia prima presente in loco.

Arco che conduceva alla casa padronale del Conte Ceconi

Nel centro storico sono ancora presenti diverse case campidanesi, vecchi portoni e qualche muro in làdiri, rappresentano una sorta di museo a cielo aperto, in cui ammirare tanti esempi di architettura sarda del secolo scorso. Tra questi, affiorano anche i resti di una storia affascinante che ha toccato Assemini nei primi anni del Novecento, modificandone notevolmente il paesaggio. Nel 1902, infatti, un ingegnere austro-friulano, il Conte Angelo Ceconi, decise di acquistare diversi ettari di terreno, 1200 in tutto, tra cui la casa padronale degli Orrù Paderi in stile piemontese della fine del Settecento, di ristrutturarla e costruire nuovi fabbricati. Costruì una grande e moderna azienda agraria e portò numerose innovazioni tecniche, sia in agricoltura che nella zootecnica. Introdusse nuovi moderni macchinari, come aratri, trebbiatrici e seminatrici, realizzò opere di bonifiche, canali di irrigazioni e pozzi artesiani per migliorare le coltivazioni dei terreni acquitrinosi acquistati. A lui si devono le trivellazioni per la ricerca di acqua potabile che mise a disposizione di tutti gli asseminesi, essi infatti si recavano nel suo cortile a prendere l’acqua da una pompa a mano, chiamata da tutti “sa funtana e su conti” (la fontana del conte). Il conte Angelo Ceconi, oltre ad essere un grande imprenditore è ricordato con tanto affetto dagli asseminesi, sia per la sua generosità che per i suoi modi da gentiluomo. Delle sue numerose proprietà oggi sono ancora visibili il grande arco in pietra del portale che portava alla sua propietà, tutt’ora il più grande di Assemini, le stalle e la casa del fattore in cui successivamente abitò la nipote del Conte, Eva Kitzmüller, che continuò a gestire l’azienda dopo la morte dello zio, fino al 1970, anno in cui decise di tornare in Friuli.

 

Tra passato e presente

Murales "Pagine di storia asseminese"Nel 2017 è stato dedicato al Conte Ceconi un bellissimo murales, intitolato “Pagine di storia asseminese”, opera dell’artista asseminese Davide Pilloni, in arte Pils, che ritrae il Conte, il pozzo artesiano della sua casa, i suoi terreni e sua nipote Eva con il marito Johan Kitzmüller. Con questo murales si è voluto sottolineare l’importanza di tramandare la conoscenza e i ricordi da una generazione all’altra, nell’opera infatti è rappresentato l’artista stesso che, seduto su una panchina, chiacchera con un anziano conosciuto durante la realizzazione del murales. Oltre a questo murales ne sono stati realizzati altri per il progetto comunale “Innamor’art, la città si innamora dell’arte” in cui oltre a Pils hanno collaborato artisti come Pietrina Atzori, Rosaria Straffalaci, La Fille Bertha e Manu Invisible.

 

Le saline Conti Vecchi

Nella storia della città c’è un altro personaggio molto importante, contemporaneo del Conte Ceconi, che ha contribuito alla trasformazione del territorio, è l’ingegnere Luigi Conti Vecchi. Alla fine degli anni Venti, realizzò un grande progetto bonificando una parte dello stagno di Santa Gilla, nel territorio di Assemini, e impiantando una grande salina che diede un impulso economico e sociale non indifferente. Creò una grande industria all’avanguardia ed eco-sostenibile e un villaggio per tutte le persone che vi lavoravano, dotato di tutto ciò che poteva servire: case, scuole e strutture ricreative. Nel 1984 questo grande impianto venne assegnato a Eni, la quale, nel 2017 lo affida al FAI per valorizzare un patrimonio così importante dal punto di vista culturale, naturalistico e paesaggistico. Visitando le saline Conti Vecchi verrai catapultato indietro nel tempo, negli anni Trenta, attraverso la visita degli uffici della direzione, riarredati con oggetti storici e interessanti documenti d’archivio consultabili e che testimoniano le attività dell’epoca. Nell’officina sarai immerso in un’atmosfera unica, guardando il video-racconto proiettato sulla parete e circondato dai vecchi macchinari. Un trenino ti porterà ad ammirare tutta l’area, una guida specializzata ti spiegherà tutte le fasi della produzione, della raccolta del sale e ti parlerà dell’ambiente naturalistico e faunistico in cui è inserita. Durante il giro avrai modo di osservare le colonie di uccelli acquatici, tra cui i bellissimi fenicotteri rosa e il treno ogni tanto si fermerà, per permetterti di scattare qualche foto. 

 

La ceramica

Nella nostra storia è sempre presente l’antica tradizione della ceramica, come ho ricordato prima a proposito degli “strexiaius”, presenti in molti cortili delle case campidanesi, tradizione per cui ha ricevuto il marchio DOC e la denominazione di “città di antica tradizione della ceramica”. Tra le vie di Assemini sono presenti ancora numerose botteghe di artigiani che, con sapienza, creano splendidi manufatti ispirati dalla tradizione sarda o rivisitati in stile contemporaneo e di design. È presente inoltre l’ex Centro Pilota in cui si possono ammirare oltre 250 manufatti, locali e nazionali.

 

Panada e birra Ichnusa: tradizioni e manifestazioni

Un’altra antica tradizione asseminese che ha ricevuto un riconoscimento è il piatto tipico per eccellenza: sua maestà la Panada, premiata nel 2016 con la certificazione PAT (prodotto agroalimentare tradizionale tipico della regione Sardegna). Ogni anno, a settembre, si organizza la sagra Panad’arte, in cui si può assistere alla sua preparazione e degustazione. La ritroviamo anche in altre occasioni, tra cui la festa della musica, che si tiene ogni anno nel mese di giugno nella via principale, via Sardegna, e alla festa della Birra, il primo sabato di ottobre in via Cagliari. Troverai decine di punti birra lungo tutta la via Cagliari, con la partecipazione di oltre 30 attività commerciali tra bar, ristoranti, pizzerie e birrerie, accompagnati da musica, animazione, dj set ed esibizioni di scuole di ballo e diversi stand di artisti ed hobbisti. Troverai birre artigianali, locali ed estere e non mancherà la birra Ichnusa, storico marchio sardo conosciuta a livello internazionale, con sede nel territorio asseminese, in località Macchiareddu-Grogastu. La birra Ichnusa nasce oltre un secolo fa, nel 1912, quando Amsicora Capra, appartenente a una famiglia di imprenditori piemontesi ed emigrati a Cagliari nel Settecento, acquisì e rilanciò il birrificio con sede a Cagliari. Dopo la sua morte, nel 1930, il birrificio Ichnusa continuò ad espandersi e, nel 1967, venne inaugurato un nuovo stabilimento nel territorio di Assemini, in una zona ricca di falde acquifere e fu addirittura il primo in Italia a installare serbatoi di fermentazione verticali cilindro-conici. Oggi il birrificio appartiene a un’azienda più grande, la Heineken, ma ha saputo conservare intatto il suo carattere sardo e le sue tradizioni, qualità che l’hanno portata a ricevere un riconoscimento internazionale: il Superior Taste Award assegnato dall’International Taste & Quality Institute di Bruxelles.

Se ti ho incuriosito continua a seguirmi, ti farò scoprire altre interessanti manifestazioni, storie e curiosità su Assemini  che non puoi perdere. Vieni a farci visita e vedrai tutto questo di persona. 

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