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Assemini: alla scoperta del centro storico

Quando devo visitare una nuova città o un nuovo paese la prima cosa a cui penso è il centro storico, perchè è solo da qui che puoi vedere il cuore e l’anima di un luogo. Quando ho iniziato a documentarmi sulla storia del centro storico di  Assemini sono rimasta affascinata da ciò che ho letto e da ciò che ho visto, una storia che merita di essere ricordata, raccontata e valorizzata.

 

 

Le chiese di San Pietro e San Giovanni Battista

Il centro storico di Assemini nasce intorno alle chiese di San Pietro e San Giovanni Battista, chiese antiche che hanno una lunga storia alle spalle, costruite tra X e XI secolo, hanno visto il susseguirsi di diverse dominazioni e la trasformazione del territorio.

La Chiesa di San Pietro, costruita in epoca bizantina intorno all’XI secolo, ha visto numerosi rifacimenti che l’hanno trasformata in un bellissimo esempio di architettura gotico-catalana del XV-XVI secolo. Il suo altissimo campanile è uno dei più alti della Sardegna, da cui sarebbe bellissimo poter ammirare il panorama sulla città.

 

A cento metri di distanza dalla Chiesa di San Pietro c’è la chiesa di San Giovanni Battista, gioiello dell’architettura bizantina, la sua planimetria la rende unica nel suo genere, in tutto il bacino del Mediterraneo. È caratterizzata infatti da una pianta a croce greca inscritta in un quadrato con una cupola all’incrocio dei bracci e quattro camere angolari. Le altre chiese bizantine presenti in Sardegna hanno invece uno sviluppo planimetrico cruciforme.

 

 

Il vecchio Municipio

Di fronte alla chiesa di San Pietro troverai il vecchio Municipio, costruito alla fine del XVIII secolo in stile neoclassico, caratterizzato nella facciata da elementi stilistici di pregevole fattura, cornicioni, cornici e mensole dei balconi che lo impreziosiscono. Nell’ingresso si può ammirare la bellissima statua in pietra dello scultore asseminese Antonino Ruggeri, omaggio a Papa Giovanni XXIII e Fra Nicola da Gesturi, personaggi molto amati che hanno in comune umili origini.

Il vecchio Municipio è stato ristrutturato e usato per allestire mostre temporanee, con il progetto di usarlo in futuro come museo cittadino. In piazza San Pietro potrai notare anche la bellissima statua di un altro eccellente artista asseminese, Luigi Pillitu.

 

 

Portoni campidanesi

Passeggiando nel centro storico di Assemini, intorno alla Chiesa di San Pietro, incontrerai i caratteristici vecchi portoni delle case campidanesi. Costruiti in legno o ferro, con la data di fabbricazione incisa in alto, nel grande arco, accompagnati spesso dai caratteristici lampioni di un tempo. Alcuni portoni sono ben curati, in altri sono più visibili i segni del tempo, con la vegetazione che si riprende il suo spazio.

 

 

Cavallucci sui tetti

Sollevando lo sguardo sui tetti di alcune case noterai i bellissimi cavallucci in ceramica, hanno una lunga tradizione alle spalle, sono stati realizzati dai bravissimi ceramisti asseminesi. L’ipotesi più diffusa tra la popolazione è che avessero una funzione apotropaica, per allontanare il male dalla casa e dalle persone che ci vivevano. I cavallucci sono ancora presenti, non solo nel centro storico, ma anche in altre abitazioni nel resto della città, perchè anche le nuove generazioni, venuti a conoscenza di questa antica tradizione, li hanno voluti nei loro tetti.

 

 

Case in “ladiri”

Un tempo le chiese del centro storico erano circondate solo ed esclusivamente da case in mattoni di argilla crudi, chiamati in dialetto campidanese “ladiri” (dal latino “later”, argilla). Questo antico materiale, usato in tutto il bacino meditterraneo fin dai tempi antichi, ha delle caratteristiche leggermente diverse da paese a paese.

 

Tra Assemini e Uta, ad esempio il mattone in terra cruda differiva nelle dimensioni e nella composizione: ad Assemini in genere era più corto di cinque centimetri ma aveva uno spessore di tre centimetri in più (40x20x12 rispetto ai 40x25x9 di Uta). Per quanto riguarda la composizione, oltre al classico impasto di argilla, acqua e paglia c’erano anche piccolissimi ciottoli di fiume. Le dimensioni non erano standard ma potevano variare anche all’interno del paese stesso.

 

Lo stampo per la realizzazione dei mattoni era fatto a mano, in legno o ferro, l’impasto si preparava nei mesi estivi in modo che i mattoni potessero asciugare perfettamente prima di metterli in opera, avevano infatti bisogno di circa trenta giorni per essiccarsi completamente.

 

Ad Assemini le case in “ladiri” erano caratterizzate per lo più dal piano terra, avevano piccole finestre per mantenere la temperatura e l’umidità costante durante tutto l’anno, con un grande cortile, i tetti di tegola e il classico portone campidanese. Alcune case in ladiri sono ancora presenti, alcune ristrutturate, altre sono in stato di abbandono e purtroppo stanno crollando.

 

 

Passeggiando nel centro storico

Noterai piccole porticine in legno e piccole finestre, tipiche delle case campidanesi, che ti trasporteranno in un’epoca passata, dove il tempo sembra essersi fermato. Vedrai i bellissimi muri in “ladiri”, alcuni ancora imponenti, altri crollati, in ricordo di ciò che è stato.

L’antico arco che conduceva, un tempo, ad una grande villa e le vecchie stalle li vicino, che ricordano la storia del Conte Angelo Ceconi di Montececon, giunto ad Assemini nel 1902 e che portò numerose migliorie al paese, costruendo una delle aziende più innovative della Sardegna.

 

Per godere appieno del fascino del centro storico ti consiglio di visitarlo a piedi, passeggiando lentamente per poter osservare ogni dettaglio e non dimenticare di puntare lo sguardo sui tetti per cercare i bellissimi e caratteristici cavallucci 😉 

 

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