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10 cose da vedere e fare ad Assemini

 

Vorresti fare le prossime vacanze nel sud Sardegna ma non sai dove andare? Allora sei nel blog giusto! Vieni a scoprire Assemini, città vicino all’aeroporto di Elmas che ti stupirà per la varietà di paesaggi, per le splendide ceramiche e per la sua buonissima “panada”, specialità tipica del luogo. Ecco una lista delle 10 cose da vedere e fare ad Assemini:

 

1. Ex Centro Pilota

Assemini è riconosciuta come città di antica tradizione della ceramica Marchio DOC, quindi al primo posto non posso che mettere l’ex Centro Pilota, situato in via Lazio, che ospita oltre 250 capolavori di artigianato, locale e nazionale. L’Amministrazione Comunale in seguito a diversi concorsi nazionali ha raccolto numerose testimonianze di ceramiche provenienti da varie città che fanno parte dell’Associazione Italiana Città della Ceramica e le ha esposte insieme a quelle dei nostri eccellenti ceramisti asseminesi. Alcune sono tipiche della tradizione, altre più attuali, arricchite con argento e oro, vere opere d’arte.

 

La tradizione della ceramica ha origini molto antiche, i primi ritrovamenti infatti risalgono al periodo punico, tra la fine del V e il III secolo a.C., si tratta di vasi attici con decorazioni rosse o completamente verniciati di nero. Si è continuato a tramandare la tradizione nel tempo e a costituire un mestiere molto importante tanto da diventare un centro ceramico d’eccellenza. Si producevano soprattutto stoviglie di uso quotidiano, quindi brocche, scodelle, fiaschi, casseruole etc.

 

I laboratori venivano realizzati nei cortili delle case campidanesi, chiamati in sardo “strexiaius”, in cui era presente tutto ciò che poteva servire, il pozzo per l’estrazone dell’argilla, le vasche per la decantazione, il tornio, il piano per l’essicazione e il forno a legna realizzato in mattoni crudi (di cui abbiamo un esempio al Parco delle Terrecotte, realizzato qualche anno fa).

 

2. Tour delle botteghe di ceramisti asseminesi

Ogni artigiano ha il suo stile e la sua unicità, saranno lieti di mostrarti le loro meravigliose creazioni e potrai acquistare manufatti che traggono ispirazione dalla tradizione sarda o da temi più attuali e di design. Gli artigiani riescono, con grande maestria e passione, a produrre manufatti sempre diversi, ognuno è unico.

 

Alcuni dei più rinomati sono Efisio Usai, Doriana Usai, Elvio Usai, Walter Usai, Simona Mostallino, Giuseppe Locci, Cav. Luigi Nioi, Daniele Carboni, Francesco Farci, Andrea Farci, Ignazia Tinti, Luca Cossu, Giovanni Deidda e Maria Grazia Gavini.

 

3. Collezione “Sonus de su mundu” (suoni del mondo)

La collezione Sonus de su mundu nasce tanti anni fa dalla passione di Antonio Ghiani per le launeddas, strumento a fiato tipico sardo, estesa poi agli strumenti popolari di diverse parti del mondo. Questa collezione vanta più di settecento tra strumenti e oggetti sonori realizzati in diversi materiali: legno, canne, ferro, ottone, bronzo, bambù, pelle animale, zucche, ossa e altri ancora.

 

La visita inizia con gli strumenti della tradizione sarda tra cui troviamo le bellissime Launeddas dei primi anni del Novecento, si prosegue con quelli di origine africana, americana, europea e dei Paesi dell’Est. Visitare questo museo vuol dire fare un viaggio incredibile alla scoperta della musica, della storia, delle credenze popolari e delle tradizioni dei popoli di diverse parti del mondo.

 

È una collezione privata allestita nella casa del signor Ghiani e a cui si può accedere su prenotazione, non cè un biglietto d’ingresso ma si può lasciare un’offerta.

 

4. Chiese di Assemini

 

  • Chiesa di Sant’Andrea: situata sulla sinistra dell’ingresso principale di Assemini, in via Sardegna, a pochi metri dalla SS130. Questa graziosa chiesetta, un tempo campestre, è oggi inglobata nell’assetto urbano. Costruita nel corso del Seicento, è caratterizzata da una piccola aula e da una piccola cappella affiancata sulla sinistra. La facciata a capanna è sormontata da un campanile a vela ed è preceduta da un piccolo loggiato di recente fattura, costruito nella prima metà del Novecento e costituito da cinque colonne in stile neoclassico. Il portale, caratterizzato da un arco a tutto sesto presenta una centina lavorata a scanalature, la cui sommità presenta uno stemma che non si è ancora riusciti ad interpretare. Ogni anno, la terza domenica di settembre, si festeggia Sant’Andrea, pescatore di Betsaida e discepolo di Gesù, con diversi eventi religiosi e laici tra cui la sagra del pesce. Il santo è molto caro agli asseminesi per via della loro antica tradizione di pesca nella laguna di Santa Gilla.

 

  • Chiesa del Carmine e Chiesa della Beata Vergine del Carmine: la prima, la più datata delle due, è situata nell’omonima via, prende il nome dalla località del “Carmine”, frazione un tempo separata da Assemini da numerosi campi coltivati. I suoi abitanti, chiamati “Carmelitani”, erano formati da una sessantina di famiglie che, nella prima metà del Novecento decisero di costruire una Chiesa, tutta in pietra, in onore della Beata Vergine. All’interno è conservata una lapide commemorativa per ricordare tutte le persone che contribuirono alla sua costruzione e la data della sua consacrazione, avvenuta il 13 luglio 1912. Essendo una chiesetta molto piccola, nel 1958 si decise di costruire una chiesa più grande, poco più avanti, all’inizio di via Sardegna, per accogliere tutti i fedeli. Grazie alla generosità degli asseminesi che parteciparono numerosi al finanziamento e grazie alla donazione di un terreno da parte della signora Lai, fu costruita pian piano e consacrata nel 1979. La nuova chiesa fu costruita in stile moderno e soprattutto nella facciata prevalgono linee geometriche. Il prospetto è diviso in due ordini da una tettoia: nella parte inferiore troviamo i tre portali bronzei; nella parte centrale il mosaico raffigurante la Madonna con Bambino e Angeli; la parte superiore è caratterizzata da quattro contrafforti che dividono la sezione in tre ordini. Il campanile a pianta esagonale fu innalzato solo successivamente, nel 1999. L’interno è caratterizzato da un’unica navata con coperture finestrate e una copertura a travi incrociate. Alcune opere di pregio da ammirare sono sicuramente la Via Crucis, le vetrate policrome disposte sia lungo i fianchi della chiesa che nella parte superiore del prospetto e i pannelli bronzei.

 

  • Chiesa di San Giovanni Battista: risalente al X secolo circa, rappresenta una testimonianza importantissima dell’epoca bizantina per tutto il bacino mediterraneo. Al suo interno sono custodite preziosissime testimonianze epigrafiche in lingua greca in cui vengono nominati Torcotorio arconte, sua moglie Getite e Nispella, moglie di un altro Torcotorio, personaggi molto importanti tra X e XI secolo, nel momento di passaggio tra età bizantina e giudicale. La presenza di questa importantissima epigrafe denota l’importanza che questa chiesa ebbe in quel periodo, era incisa su un architrave marmoreo posto nel IX secolo come gradino d’ingresso dalla chiesa di San Pietro. Al suo interno possiamo anche ammirare un bellissimo capitello di tipo composito a foglia d’acqua con sei foglie lisce e ricurve verso l’esterno, datato al V secolo d.C., murato vicino all’ingresso e usato come acquasantiera. La pianta, a croce greca inscritta in un quadrato, è caratterizzata da una cupola all’incrocio dei bracci con quattro camere angolari e da un’abside rivolta ad Est. La cupola, retta da quattro pilastri, è inserita entro un tiburio. È proprio la planimetria a renderla unica nel suo genere perché le altre chiese bizantine presenti in Sardegna hanno uno sviluppo planimetrico cruciforme. Secondo alcuni studiosi le quattro camere, collegate ai quattro bracci della croce da arcate, sarebbero state ricostruite successivamente all’impianto originario perché i muri sono costituiti da grossi blocchi disposti irregolarmente mentre la muratura originaria sarebbe più curata e squadrata. E’ costruita interamente in pietra calcarea e, nella facciata, possiamo notare un grazioso campanile a vela e una porta lignea. La chiesa si può visitare tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11 e dalle 16.30 alle 18.30 prenotando al numero 070941565 in base agli orari dell’ufficio parrocchiale della Chiesa di San Pietro.

 

  • Chiesa di San Pietro: costruita in epoca bizantina, intorno all’XI secolo ma, dopo numerose modifiche è diventata un bellissimo esempio di architettura gotico-catalana, datata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. La facciata è caratterizzata da un terminale piatto merlato e da un portale a sesto acuto, sormontato da un’ampia luce quadrangolare. A sinistra svetta il campanile a canna quadrata, i cui primi due ordini sono dell’impianto originario, mentre quelli superiori, in cui vennero alloggiate le tre campane e i quattro orologi, sono settecenteschi, il tutto terminato da un cupolino ricoperto da tegole in ceramica smaltata. E’ molto importante e caratteristico perchè tra i più alti della Sardegna, in tutto 28,50 metri. La pianta, a navata unica, è divisa da quattro archi a sesto acuto, in cui, successivamente, sono state costruite sette cappelle laterali, tre sulla sinistra e quattro sulla destra, caratterizzate da diversi sistemi di coperture. Dallo stile possiamo affermare che sono state costruite nel corso del XVI secolo. A questo periodo è ascrivibile anche la ricostruzione del presbiterio, a cui è stato aggiunto il transetto, che dà alla pianta la forma a croce latina. Nel XVIII secolo il presbiterio fu arricchito con un altare in marmo intarsiato, datato al 1740, pochi anni dopo fu aggiunta la fonte battesimale nello stesso stile, datata al 1747. Nel 2009 la Chiesa è stata dotata di un bellissimo organo a “trasmissione elettrica diretta” composto da 21 registri, distribuiti su due tastiere e dalla pedaliera, con 620 canne fuse in una lega di titanio e piombo-zinco.

 

5. Is Olias

Is Olias, “le olive”, azienda agricola con uno storico uliveto appartenuto alla famiglia Borghesani, tra i primi in tutto il territorio ad avere delle grosse macine per la spremitura delle olive, inizialmente in pietra poi motorizzata. Dopo diversi passaggi di eredità fu venduto tutto ai comuni confinanti: Assemini, Capoterra, Sarroch, Uta, Villa San Pietro e la Provincia di Cagliari.

 

Nel 2006 fu studiato un progetto integrato territoriale per realizzare delle strutture ricettive per valorizzare il territorio e creare una porta d’accesso per il Parco Naturale di Gutturu Mannu. Oggigiorno questo meraviglioso complesso naturalistico di 230 ettari, costituito da numerosi sentieri che portano alle cime di Punta S’Acquaferru, Monte Arbu, Punta de S’Omu e collegati con i sentieri di Gutturu Mannu e Santa Lucia, appartiene per il 60% al territorio di Assemini e il restante 40% al territorio di Capoterra. La struttura è sede di raduni nazionali di boy-scout e delle Protezione Civile.

 

6. Laguna di Santa Gilla

La Laguna di Santa Gilla si estende per 15.000 ettari e rappresenta una delle zone umide più importanti d’Europa. Fa parte dei comuni di Cagliari, Assemini, Elmas e Capoterra. É un’oasi naturale in cui tantissime specie di uccelli hanno trovato il loro habitat e alcuni di loro, come i bellissimi Fenicotteri rosa, chiamati in sardo “sa genti arrubia”, hanno iniziato a nidificare. Tra maggio e giugno infatti si può assistere alla nascita dei Pulli.

 

Oltre all’importanza naturalistica, la Laguna riveste grande interesse anche per la sua storia, abitata già in epoca nuragica per le sua ottima posizione che permetteva di avvistare i nemici, era un ottimo scalo commerciale ed era ricca di cacciagione e pesci per la sussistenza della comunità. Nei suoi fondali sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici sia di epoca nuragica che delle civiltà che si sono susseguite, alcuni di questi si possono vedere al Museo Archeologico di Cagliari.

 

7. Saline Conti-Vecchi

Si tratta di una vasta area naturalistica e di un sito di archeologia industriale all’interno di un impianto ancora in funzione, valorizzato dal FAI. Ammirando il vecchio edificio della direzione, l’officina e l’ex falegnameria sarai trasportato indietro nel tempo, negli anni Trenta, nel periodo di massimo splendore per l’impianto industriale, all’avanguardia ed eco sostenibile. Gli uffici sono stati arredati con oggetti storici e documenti d’archivio consultabili. Nell’officina potrai guardare il video-racconto proiettato sulla parete che illustra la storia dell’impianto, dalla sua costruzione al suo sviluppo, il villaggio degli operai, le tecniche di produzione del sale e l’ambiente naturalistico e faunistico in cui è inserita.

 

Potrai fare un giro con il trenino accompagnato dalla guida che ti mostrerà le vasche di raccolta del sale spiegandoti tutte le fasi e le tecniche usate per la produzione. Durante questo giro ammirerai le colonie di uccelli acquatici, parliamo di 35.000 esemplari che popolano questa bellissima oasi, tra cui fenicotteri rosa ed aironi.

 

Periodicamente il FAI organizza degli eventi speciali come aperitivi al tramonto o passeggiate guidate alle rovine del villaggio operaio. Visita il sito del FAI per scoprire se durante la tua permanenza ad Assemini è previsto qualche evento, oppure contattami alla mail info@aboutasseminiandmore.it e ti darò le informazioni che ti servono. Segui il mio blog e ti terrò aggiornato su tutti gli eventi.

 

8. Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu

Il nome di questo meraviglioso Parco significa “grande gola”, è un canyon attraversato dal torrente omonimo e territorialmente comprende dieci comuni, tra cui Assemini. Si estende per 35 mila ettari ed è caratterizzato da una ricchezza naturalistica e faunistica non indifferente. Ci sono diversi sentieri segnalati, alcuni a livello escursionistico e altri, più impegnativi, per i più allenati. Se non sei pratico e vuoi fare un percorso importante ti consiglio di farti accompagnare da una guida escursionistica, contattami e ti indicherò delle guide abilitate a cui puoi rivolgerti. Se vuoi farti un’idea dei sentieri puoi visitare il sito Sardegnasentieri.it in cui troverai tante informazioni utili.

 

Io ti consiglio una passeggiata a Mitza Fanebas, bellissima area che prende il nome dalla sorgente (mitza) e dove scorre il rio Gutturu Mannu, nel cui percorso si formano delle cascatelle e delle piscine naturali dove tra maggio e giugno, se si è fortunati, si può fare il bagno. L’area è attrezzata con tavoli e punti fuoco in cui potrai arrostire e fermarti per fare un pic-nic (ATTENZIONE, dal 1° giugno al 15 ottobre è vietato in tutto il territorio regionale accendere fuochi per l’elevato rischio di incendio boschivo).

 

Potrai addentrarti ad ammirare il sottobosco, in autunno sarai ammaliato dai suoi bellissimi colori e dal profumo inconfondibile di muschio, funghi, erbe selvatiche e legno bagnato, tra sughere, corbezzoli, lentischi, lecci, tassi e l’immancabile macchia mediterranea, assaporando ogni tanto i dolcissimi corbezzoli lungo il sentiero.

 

Tra la vegetazione troverai i resti di un antico insediamento nuragico formato in passato da numerose capanne e da un nuraghe. L’area non è valorizzata quindi vedrai solo pochi resti ma è affascinante vedere come le antiche civiltà avessero trovato qui il loro rifugio, d’altronde c’era tutto ciò che poteva servire loro: cacciagione, acqua e materiali per costruire i loro villaggi.

 

Successivamente l’area fu frequentata anche dai Romani che costruirono strade, visibili ancora oggi in alcuni tratti. L’area è popolata da numerosi animali: cervi, cinghiali, donnole, gatti selvatici, volpi, astori, acquile reali, falchi pellegrini, poiane, geotritoni e tanti altri.

 

9. Panada

La panada non può mancare nella lista delle cose che devi assolutamente provare e in questo caso gustare. Piatto tipico conosciuto in tutta la Sardegna, ma è entrato a far parte della tradizione solo in alcuni comuni, uno dei più rinomati è sicuramente Assemini, che nel 2016 ha ricevuto la certificazione PAT (prodotto agroalimentare tradizionale tipico della regione Sardegna) per la panada alle anguille.

 

È una torta salata costituita da una sorta di contenitore di pasta con coperchio preparata con farina, semola, strutto, olio d’oliva e sale, al cui interno ci possono essere diversi condimenti: carne, verdure o pesce, conditi con pomodoro secco, patate, prezzemolo, aglio e cucinata in forno. La più famosa è quella di anguille, dato che la principale attività di sussistenza ad Assemini in passato era la pesca, grazie alla vicinanza della Laguna di Santa Gilla.

 

Secondo una leggenda un gruppo di pescatori avevano pescato nella laguna di Santa Gilla delle bellissime anguille. Volevano cucinarle ma non avevano con loro né spiedo né graticola, quindi a una delle mogli del gruppo di pescatori venne in mente di usare la pasta di pane avanzata per fare una sorta di pentola chiusa con un coperchio, cucinando così l’anguilla al suo interno.

 

In realtà è difficile stabilire la vera origine della panada, alcuni sostengono che già all’epoca nuragica si consumasse questa deliziosa pietanza, altri invece la riconducono alla tradizione spagnola, nelle isole baleari infatti si prepara un piatto molto simile, chiamato panades, si differenziano solo per l’uso di alcuni ingredienti diversi.

 

Dal 1990 l’associazione Sant’Andrea di Assemini in collaborazione con il comune hanno voluto associare la panada a una festa creando l’evento Panad’Arte che si tiene ogni anno la terza domenica di settembre. Durante la manifestazione potrai assistere alla preparazione della panada seguita dalla sua degustazione. La Panada viene inoltre venduta in numerosi pastifici qui ad Assemini, hai solo l’imbarazzo della scelta.

 

10. Shopping

Lo shopping non può mai mancare quando si visita una nuova città. Gabriella, Sabrina e gli altri negozianti di Assemini, sempre gentili e disponibili, saranno felici di aiutarti a trovare qualcosa di speciale per te o per qualcuno a te caro.

 

Ti consiglio alcuni dei miei negozi preferiti qui ad Assemini, ben forniti, con ottimi prodotti e sempre con qualche novità, sono sicura che ti piaceranno!

 

  • Erboristeria CaliBio: erboristeria, bioprofumeria e idee regalo ecosotenbili. Tanti prodotti per la cura della persona, per adulti e bambini; ma anche tisane biologiche, tazze e tanto altro, sempre con un occhio di riguardo a materiali naturali e riciclabili. Via Sardegna 34/D;

 

  • Incanto: tante idee regalo come tazzine, candele, diffusori elettrici, complementi d’arredo shabby & country chic, bijoux, borse Vendula London e diversi prodotti realizzati a mano, davvero unici e particolari. Via 2 Agosto 1980;

 

  • Click Café: caffè, tè, tisane, biscotti, cioccolato, mieli e confetture davvero deliziosi, cesti regalo e tutto ciò che serve per gustare queste bontà come caffettiere, teiere, tazze, borracce termiche e tanto altro. Via Carmine 126A;

 

  • Divas: borse, bijoux, abbigliamento donna e accessori moda. Tanti articoli selezionati, davvero carini e con prezzi ottimi. Via Cagliari 11;

 

  • Enoteca Don Alvaro: vasta scelta di pregiate etichette di vini sardi, spumanti e champagne, distillati, birre artigianali ma anche ottimi cioccolatini, dolci e farine di qualità.  Via Cagliari 227;

 

  • La bottega del sughero: Laboratorio artigiano di Massimo Mattana, borse e accessori in sughero di ottima fattura e dal design moderno, davvero splendidi. Via Principe di Piemonte 35;

 

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